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	<title>notizie dal mondo dell&#039;auto</title>
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	<description>Notizie e Annunci Auto</description>
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		<title>Sicurezza in auto: ecco la scatola nera</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 07:40:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Arriva dagli USA, chiarisce le dinamiche e "parla" con la Polizia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/08/1237134717-sicurezza-in-auto-scatola-nera.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-589" title="1237134717-sicurezza-in-auto-scatola-nera" src="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/08/1237134717-sicurezza-in-auto-scatola-nera-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" /></a>E se tra gli optional delle auto del futuro ci fossero anche le &#8220;scatole nere&#8221;? L&#8217;ipotesi, tanto fantasiosa quanto affascinante è in realtà molto più vicina di quanto si possa pensare ed è già in fase sperimentale. A muovere i primi passi con questo tipo di tecnologia è il colosso informatico Intel che in collaborazione con alcune Case automobilistiche ne sta mettendo a punto qualità e caratteristiche. Ma come funziona? L&#8217;idea è grossomodo quella ereditata dalle &#8220;scatole nere&#8221; presenti a bordo degli aerei anche se l&#8217;uso sulle &#8220;quattro ruote&#8221; verrebbe sfruttato in ambiti fortunatamente differenti. Già, questo perché se la &#8220;scatola nera&#8221; di un aereo entra in gioco a seguito di un disastro, quella delle vetture avrebbe un ruolo meno nefasto, ma allo stesso tempo ugualmente utile soprattutto per gli incidenti meno gravi.</p>
<p> Proprio come sugli aerei, le vetture che si doteranno di questa tecnologia saranno infatti in grado di fornire tutti gli elementi utili per la ricostruzione del reale andamento dei fatti, ma non solo. Queste potranno addirittura inviare filmati relativi agli ultimi istanti prima dell&#8217;impatto, ma anche informazioni sul comportamento di guida del conducente o sulle condizioni meteo e dell&#8217;asfalto di quel preciso momento. Sarà addirittura possibile conoscere l&#8217;esatto istante di attivazione dei freni e la relativa intensità con cui siano stati chiamati in causa. In sostanza viaggeremo &#8220;accompagnati&#8221; da un originale &#8220;Grande Fratello&#8221;&#8230; anche perché avremo telecamere e sensori installati all&#8217;interno dell&#8217;abitacolo, decisamente utili per &#8220;svelare&#8221; le collisioni causate da&#8230; una telefonata di troppo o da qualche altra tipica distrazione.</p>
<p> Tutte le annose operazioni per ricostruire le varie dinamiche saranno quindi facilitate e con esse anche le conseguenti noie burocratiche. Ebbene sì! La &#8220;scatola nera&#8221; provvederà infatti ad inviare i dati direttamente alle Forze di Polizia e soprattutto alla Compagnia Assicuratrice. Questo consentirà quindi di smascherare gli eventuali &#8220;falsi incidenti&#8221;, ma anche di ottenere un più celere disbrigo delle pratiche di rimborso&#8230; che questo consenta un calo dei premi assicurativi a costi più abbordabili? Vedremo&#8230;</p>
<p> Ovviamente questo meccanismo per essere efficace avrà bisogno del fondamentale contributo della Rete e, almeno per i primi modelli, coinvolgerà i segmenti di auto più lussuose&#8230; ma il finale è quello noto e non è difficile immaginare che dopo un periodo di &#8220;rodaggio&#8221; si possano dotare di &#8220;scatole nere&#8221; anche le vetture più &#8220;popolari&#8221;.</p>
<p> Ed il <a rel="nofollow" href="http://it.cars.yahoo.com/14072010/297/codice-ultime-modifiche-0.html">Codice della Strada</a> che dice? Ancora nulla naturalmente, in fondo stiamo parlando di strumenti che non vedremo a breve&#8230; e se mai arriverà qualche obiezione questa proverrà dai &#8220;maniaci della privacy&#8221;: le telecamere sarebbero montate anche all&#8217;interno dell&#8217;auto come detto ed il rischio che la &#8220;scatola nera&#8221; sveli non solo le cause dell&#8217;incidente, ma anche l&#8217;identità del partner che in quel momento ci era accanto c&#8217;è tutto&#8230; un motivo in più per esser prudenti no?</p>
<p> fonte: auto yahoo</p>
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		<title>Audi A8 4.2 TDI: grande motore e maneggevolezza</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 07:48:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al volante dell’ammiraglia Audi che si evolve senza rivoluzionare la propria impostazione stilistica. Molte le novità di carattere elettronico. In evidenza anche tenuta di strada e prestazioni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/08/audi-a8-280.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-586" title="audi-a8-280" src="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/08/audi-a8-280.jpg" alt="" width="280" height="190" /></a>Ai vertici della produzione da ormai qualche anno, <strong>l’Audi A8</strong> prosegue nel suo sviluppo tecnico senza tradire quella che è un’impostazione stilistica ben collaudata. La <strong>nuova generazione</strong> dell’ammiraglia di Ingolstadt, lanciata all’inizio della <strong>primavera del 2010</strong>, presenta una <strong>linea</strong> moderna e ampiamente rinnovata rinunciando a rivoluzioni estetiche.  </p>
<p>Davanti è facile notare una presa d’aria, l’ormai famosa <strong>calandra</strong> <strong>“single frame</strong>” dell’<strong>Audi</strong>, ancora più grande e vistosa. Nel <strong>frontale</strong> le novità sono più di carattere tecnico che estetico, dato che i <strong>fari</strong> sono realizzati interamente con l’impiego di <strong>led</strong> e non incorporano nessuna parte mobile.</p>
<p><strong>Vista di lato</strong>, la nuova <strong>A8</strong> mostra comunque un carattere piuttosto forte nella semplicità di <strong>linee più squadrate</strong> che in passato. Dietro, si capisce di avere a che fare con un’Audi dall’inconfondibile taglio delle luci.</p>
<p><strong>L’abitacolo</strong> è ampio e spazioso, anche grazie a <strong>dimensioni esterne</strong> leggermente superiori a quelle della precedente <strong>Audi A8</strong>. Come ci si attende, la <strong>qualità</strong> dei <strong>materiali</strong> utilizzati e quella delle finiture è quasi <strong>inappuntabile</strong>, salvo alcuni particolari in plastica nella zona inferiore dell’abitacolo. L’eleganza degli <strong>interni</strong> è impreziosita da <strong>inserti</strong> in legno, nero laccato e ancora alluminio.</p>
<p>L’ampio <strong>impiego</strong> <strong>dell’elettronica</strong> avanzata permette di disporre di una lunga serie di <strong>equipaggiamenti ultramoderni</strong> molti dei quali, come al solito, disponibili però solo in opzione. È comunque di serie la nuova tavoletta sulla quale scrivere con la punta di un dito le istruzioni del sistema <strong>Multi Media Inteface</strong>, che comprende i comandi per <strong>navigatore satellitare</strong>, <strong>connessioni</strong> a Internet, <strong>telefono</strong> e impianto <strong>stereo</strong>.</p>
<p>In <strong>prova</strong> con la <strong>turbodiesel 4.2 TDI</strong> si rimane impressionati dalla <strong>prontezza</strong> di <strong>risposta</strong> e dalla spinta dell’<strong>8</strong> <strong>cilindri di 4134 cc</strong>. La <strong>potenza</strong> è di <strong>350 cv</strong> a 4000 giri, con una <strong>coppia massima</strong> di ben <strong>800 Nm</strong> disponibile tra 1750 e 2750 giri.</p>
<p>Quasi perfetto il lavoro del <strong>cambio automatico</strong> a <strong>8</strong> <strong>marce</strong> abbinato al motore, che può anche essere usato in <strong>modalità manuale</strong>. Le prestazioni parlano da sole con un tempo di soli <strong>5,5 secondi</strong> per accelerare da <strong>0 a</strong><strong> 100 km/h</strong> nonostante un peso a vuoto di <strong>1995 kg</strong>, peraltro ridotto con l’ampio uso di parti in <strong>alluminio</strong> nella realizzazione del <strong>telaio</strong>.</p>
<p>La <strong>velocità massima</strong> è autolimitata a <strong>250 km/h</strong>. La <strong>nuova A8</strong> sorprende anche per la grande <strong>maneggevolezza</strong>, specialmente se dotata delle <strong>sospensioni attive a controllo</strong> <strong>pneumatico</strong>, che sono disponibili però solo come <strong>optional</strong>. La <strong>grande tenuta di</strong> <strong>strada</strong> offre notevoli margini di sicurezza in tutte le condizioni di utilizzo. Il <strong>comfort di bordo</strong>, da parte sua, è all’altezza delle attese e di un <strong>prezzo</strong> di listino che <strong>sfiora i 94.000 euro. O</strong>ptional esclusi.</p>
<p>fonte:virgilio motori</p>
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		<title>Il nuovo codice della strada è legge</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 08:36:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nuovo Codice della Strada è finalmente legge. Dopo un lungo iter ieri con 145 voti favorevoli, 122 astensioni e zero contrari il Senato ha dato il definitivo “via libera” al ddl 1720-B. Gran parte dei regolamenti entreranno in vigore fin da subito, giusto in tempo per il grande esodo estivo che vedrà la nostra rete stradale riempirsi di auto dirette verso le località di villeggiatura.
Vediamo quindi cosa cambierà.
Tolleranza zero: i patentati da meno di 3 anni e coloro che lavorano al volante (camionisti, tassisti, autisti etc…) non potranno bere ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/07/codice_strada_definitivo_s_2_headerphoto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-582" title="codice_strada_definitivo_s_2_headerphoto" src="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/07/codice_strada_definitivo_s_2_headerphoto-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></a>Il nuovo <strong>Codice della Strada</strong> è finalmente legge. Dopo un lungo iter ieri con 145 voti favorevoli, 122 astensioni e zero contrari<strong> il Senato</strong> ha dato il definitivo “via libera” al <strong>ddl 1720-B</strong>. Gran parte dei regolamenti <strong>entreranno in vigore fin da subito</strong>, giusto in tempo per il grande esodo estivo che vedrà la nostra rete stradale riempirsi di auto dirette verso le località di villeggiatura.<br />
Vediamo quindi cosa cambierà.</p>
<p><strong>Tolleranza zero</strong>: i <strong>patentati da meno di 3 anni</strong> e coloro che <strong>lavorano al volante</strong> (camionisti, tassisti, autisti etc…) non potranno bere <strong>nemmeno un bicchierino</strong> prima di mettersi alla guida. Nel caso il loro tasso alcolemico dovesse essere compreso tra 0 e 0,5 si vedranno notificare una multa di minimo 155 e massimo 624 euro. Per gli autisti di professione inoltre ci potrà essere il licenziamento per giusta causa e ad ogni rinnovo della patente dovranno sottoporsi a test antidroga.</p>
<p><strong>Locali pubblici</strong>:<strong> divieto di vendita di alcolici</strong> per tutti i locali <strong>dalle 3 di notte fino alle 6 del mattino</strong>. Negli Autogrill il divieto scatterà dalle 22. Chi non dovesse rispettare tali direttive dovrà pagare una multa compresa tra 2.500 e 7.000 euro. Gli unici strappi alla regola sono previsti per Ferragosto e Capodanno. Tutti i locali pubblici che rimangono aperti dopo le 24 poi dovranno<strong> dotarsi di etilometro</strong> ad uso e consumo dei clienti.</p>
<p><strong>Patente</strong>: chi dovesse ritrovarsi con la <strong>patente sospesa</strong> potrà richiedere al Prefetto una <strong>deroga di 3 ore al giorno</strong> per recarsi a lavoro o per altri motivi ritenuti validi. In “cambio” la durata della sospensione si allungherà e l’automobilista non potrà fare ricorso. Chi invece dovesse avere la patente revocata non potrà riprenderla prima di due anni e non potrà nemmeno ottenere il patentino. Gli<strong> ultraottantenni </strong>poi dovranno effettuare le visite mediche per il rinnovo ogni 2 anni.</p>
<p><strong>Multe</strong>: si potranno<strong> rateizzare </strong>per importi superiori a 200 euro, ma solo se il proprio reddito imponibile, non superi i 10.628,16 euro. Il termine per la notifica della sanzione poi passa dagli attuali 150 giorni a 90.</p>
<p><strong>Minicar</strong>: <strong>non potranno</strong> mai e poi mai <strong>superare i 45 km/h</strong>, pena multa di 1000 euro per chi li produce, 779 euro per le officine che le elaborano e 389 euro per chi le utilizza. Inoltre dovranno circolare con le luci sempre accese e gli occupanti dovranno avere sempre le cinture di sicurezza allacciate.</p>
<p><strong>Limiti di velocità</strong>: nei tratti autostradali con <strong>almeno 3 corsie</strong> e ove sia presente il <strong>Tutor</strong>, il gestore potrà decidere di innalzare il limite di velocità a <strong>150 km/h</strong>. Chi dovesse superare il limite tra i 10 e i 40 km/h subirà una decurtazione di 3 punti e multa di 155 euro. Chi li dovesse superare tra 40 e 60 km/h subirà la decurtazione di 10 punti, la sospensione della patente da 1 a 3 mesi e una multa di 500 euro. I “razzi” che dovessero superare il limite di oltre 60 km/h perderanno 10 punti, dovranno pagare una multa di 779 euro e si vedranno sospendere la patente da un minimo di 6 fino a un massimo di 12 mesi.</p>
<p><strong>Targa personale</strong>: la targa <strong>non sarà più legata al veicolo, ma al proprietario</strong>. Ogni volta che si cambierà l’auto quindi si manterrà la stessa targa.</p>
<p><strong>Animali</strong>: <strong>obbligo di fermata e soccorso </strong>nel caso in cui si dovesse investire un animale &#8220;d’affezione, da reddito o protetti”. Pena una multa da 389 a 1.559 euro.</p>
<p>&#8220;L&#8217;approvazione della riforma del Codice della strada &#8211; ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, <strong>Altero Matteoli</strong> &#8211; è un risultato rilevante e atteso che darà più sicurezza sulle vie di comunicazione. E&#8217; il frutto di un lavoro comune di <strong>Governo e Parlamento </strong>che in questa occasione ha visto tutte le forze politiche convergere su un testo condiviso. Il Codice &#8211; ha aggiunto il ministro Matteoli &#8211; sposa maggiore severità con la maggiore prevenzione e rappresenta per le <strong>Forze dell&#8217;Ordine</strong> uno <strong>strumento efficace</strong> per il loro delicato lavoro quotidiano. Fra le misure, particolare rilievo assumono il divieto di guidare sotto l&#8217;effetto di alcool o droghe per i neopatentati, i giovani fino a 21 anni e gli autisti professionali, le nuove norme restrittive per l&#8217;uso delle minicar e un sistema di perdita e riacquisto dei punti della patente più severo ed efficace. Di grande rilievo &#8211; ha concluso Matteoli &#8211; anche la previsione della sicurezza stradale come materia obbligatoria in tutte le scuole di ogni ordine e grado&#8221;.</p>
<p>fonte:auto-news</p>
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		<title>Citroen DS3 cabriolet</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 07:41:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Infomotori propone ai suoi lettori un'anticipazione sulla versione cabrio della Citroen DS3. Una perfetta rivale per Mini cabrio, Fiat 500C e per la futura variante cabriolet dell'Audi A1 ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/07/ds3cabriofrontpromenade_big.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-578" title="ds3cabriofrontpromenade_big" src="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/07/ds3cabriofrontpromenade_big-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" /></a>Citroen DS3 cabriolet</strong>: la casa del double chevron ha recentemente esordito con grande successo nel segmento delle piccole premium. La Citroen DS3 ha molti assi nella manica, a partire da look fresco, intrigante ed originale. Invece di riproporre un modello del passato in veste aggiornata, Citroen ha scelto di creare un&#8217;intera linea di vetture del tutto inedite anche sul piano del look ispirandosi alla carica di eleganza, prestigio ed innovazione insita nella leggendaria DS, il pionieristico &#8220;squalo&#8221; nato negli anni &#8216;50. La DS3 vanta inoltre una meccanica di tutto rispetto, votata ad una guida dinamica ed appagante. Gli ingredienti per attrarre chi cerca qualcosa di più rispetto alla &#8220;solita&#8221; utilitaria o compatta ci sono tutti. Naturale evoluzione della DS3 potrebbe essere una variante ancor più vezzosa e votata al piacere&#8230; ovvero la cabriolet protagonista di questo articolo. Il nostro artista digitale da ulteirore prova del proprio talento ricavando dalla compatta transalpina una vettura a cielo aperto capace di conquistare al primo sguardo, fondendo grazia e grinta con innata naturalezza. Impreziosita da cerchi in lega parzialmente bruniti e in alcune immagini dalla verniciatura bicolore, &#8220;l&#8217;anti retrò&#8221; a cielo aperto sembra pronta per le linee di produzione, tanto è ben disegnata. Sotto il cofano, nessuna soprpesa: i potenti motori 1.6 turbo ad iniezione diretta strettamente imparentati con quelli della Mini by BMW garantiscono elasticità e potenza, fino ai 200 cavalli della <strong>Citroen DS3 R</strong>. La &#8220;nostra&#8221; Citroen DS3 Cabrio potrebbe diventare realtà l&#8217;anno prossimo, pronta a contrastare <strong>Mini Cabrio</strong>, <strong>Fiat 500 C</strong> e la futura <strong>Audi A1 Cabrio</strong>.</p>
<p>fonte: infomotori</p>
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		<title>Mercedes S 63 AMG: ora biturbo e antisbandamento</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 09:25:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mercedes]]></category>
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		<description><![CDATA[Addio al motore aspirato di 6.2 litri. Ora la berlina di lusso della Casa tedesca ha il nuovo 5.5 V8 sovralimentato capace anche di 571 cv. Ma consuma meno ed ha emissioni migliori. E il sistema antisbandamento diventa attivo ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/07/mercedes-s63-amg.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-574" title="mercedes-s63-amg" src="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/07/mercedes-s63-amg.jpg" alt="" width="280" height="190" /></a>Ogni storia ha una fine. Quella del motore <strong>Mercedes 6.2 litri</strong> aspirato <strong>finisce oggi</strong>. Almeno sulla <strong>Classe S</strong>. A <strong>sostituirlo</strong> da <strong>ottobre</strong>, mese in cui l&#8217;ammiraglia in versione <strong>AMG</strong> arriverà in Italia, sarà il <strong>nuovo V8 5.5 biturbo</strong> che <strong>consuma il 25% in meno</strong> e migliora le <strong>emissioni di CO2</strong>, fermandosi a<strong> 244 g/km</strong>. Parlare di <strong>downsizing</strong> con <strong>544 Cv</strong> a disposizione fa sorridere ma, dati alla mano, è questo quello che hanno fatto gli uomini della Casa tedesca.</p>
<p>Il propulsore equipaggerà la <strong>S AMG</strong>, che <strong>continuerà a chiamarsi 63</strong> per una sorta di rispetto della <strong>tradizione</strong>, sia a <strong>passo breve</strong> sia a <strong>passo lungo</strong>. L&#8217;<strong>efficienza</strong> è data non solo dalla <strong>doppia sovralimentazione</strong> ma anche dall&#8217;<strong>iniezione diretta</strong> tramite <strong>iniettori piezoelettrici</strong>, dalla <strong>fasatura variabile</strong> e, per la prima volta, dal <strong>sistema start/stop</strong> che spegne il motore a veicolo fermo.</p>
<p>Alla guida, la <strong>S 63 AMG</strong> ha acquistato una <strong>fluidità</strong> che prima non possedeva, ma ha anche <strong>perso</strong> l&#8217;inconfondibile <strong>sound metallico</strong>. Il <strong>turbo soffia</strong> e spinge quasi <strong>in silenzio</strong> e il gioco finisce per essere quello di godersi l&#8217;<strong>accelerazione</strong> che <strong>800 Nm di coppia</strong> mettono a disposizione di chi ha pagato almeno <strong>160.080 euro</strong> (163.800 euro la versione lunga) <strong>da 2000 a 4500 giri</strong>. Il <strong>cambio Speedshift MCT</strong> a <strong>sette rapporti </strong>contribuisce a rendere l&#8217;esperienza di guida della Classe <strong>S 63 AMG</strong> ancora più <strong>piacevole</strong>.</p>
<p>Si tratta dello stesso che monta la <strong>Classe E</strong>: un <strong>classico automatico</strong> con la novità della <strong>frizione a bagno d&#8217;olio</strong> al posto del convertitore di coppia. È <strong>veloce</strong> quasi quanto quello <strong>a doppia frizione</strong> presente sulla <strong>SLS</strong>, che qui non è stato possibile utilizzare a causa della sovrabbondanza di coppia.</p>
<p>Usato <strong>in manuale</strong>, con le piccole <strong>paddle dietro il volante</strong>, acquista decisione e <strong>rapidità</strong>. Ma se volete <strong>risparmiare</strong> e mantenervi attorno ai <strong>9.5 km/l di consumi</strong> dichiarati dalla Casa, meglio lasciare la leva in posizione <strong>Controlled Efficiency “C”</strong> . In questo modo, la Classe S mostra la sua <strong>indole più confortevole</strong>, i cambi di marcia arrivano a più bassi regimi, il sistema start/stop è attivo e il mondo che sfila fuori sembra lontano.</p>
<p>Se <strong>tanta calma</strong> vi <strong>distrae</strong>, intervengono con puntualità il <strong>sistema antisbandamento</strong> e il <strong>Blind Spot Assist</strong> che ora sono attivi. Non più solo vibrazioni al volante e spie che s&#8217;accendono nel caso in cui stiate inavvertitamente cambiando corsia o vi stiate spostando senza accorgervi di un&#8217;altra auto caduta nel punto cieco dello specchietto laterale. No, adesso l&#8217;<strong>assistenza alla guida</strong> vi riporta nella <strong>giusta traiettoria</strong> intervenendo semplicemente sui <strong>freni</strong>. Un ulteriore <strong>passo avanti</strong> in termini di <strong>sicurezza</strong>.</p>
<p>E se per caso vi torna la <strong>voglia di potenza</strong> e ne volete addirittura di più, c&#8217;è il <strong>Performance Package AMG</strong>: <strong>27 Cv</strong> e più <strong>100 Nm</strong> di coppia <strong>supplementari</strong>. Quanto fa? <strong>571 Cv</strong> e <strong>900 Nm</strong>. <strong>Velocità massima</strong> di <strong>300 km/h</strong> e non più autolimitata a 250 km/h.</p>
<p>FONTE:VIRGILIO MOTORI</p>
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		<title>Nuovo Codice: le ultime modifiche</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 08:54:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il nuovo Codice della Strada dovrebbe essere definitivamente approvato prima della pausa estiva.
Il testo, rimbalzato qualche settimana fa dal Senato alla Camera dei Deputati è ora destinato a tornare a Palazzo Madama per la convalida definitiva&#8230; per l&#8217;ultima volta? Secondo il Ministro Matteoli sembrerebbe proprio di sì&#8230; vedremo!
L&#8217;unica certezza è che per ora collezioneremo un ulteriore ritardo, anche perchè inizialmente si era pensato che la Commissione Trasporti della Camera non avrebbe messo mano al testo &#8220;passato&#8221; in Senato, ma così non è stato&#8230; ecco in breve le ultime novità introdotte ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/07/1568616646-codice-ultime-modifiche.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-570" title="1568616646-codice-ultime-modifiche" src="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/07/1568616646-codice-ultime-modifiche-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" /></a>Il nuovo Codice della Strada dovrebbe essere definitivamente approvato prima della pausa estiva.<br />
Il testo, rimbalzato qualche settimana fa dal Senato alla Camera dei Deputati è ora destinato a tornare a Palazzo Madama per la convalida definitiva&#8230; per l&#8217;ultima volta? Secondo il Ministro Matteoli sembrerebbe proprio di sì&#8230; vedremo!<br />
L&#8217;unica certezza è che per ora collezioneremo un ulteriore ritardo, anche perchè inizialmente si era pensato che la Commissione Trasporti della Camera non avrebbe messo mano al testo &#8220;passato&#8221; in Senato, ma così non è stato&#8230; ecco in breve le ultime novità introdotte dalla Camera ed un piccolo riassunto delle &#8220;puntate precedenti&#8230;&#8221;</p>
<p> <strong>Anziani e giovani</strong></p>
<p> Sono tra i protagonisti principali delle modifiche più attese: i primi al <strong>compimento dell&#8217;ottantesimo compleanno</strong> potrebbero incorrere in <strong>controlli medici più severi</strong> in sede di rinnovo mentre i secondi subiranno <strong>pene più aspre se sorpresi al volante</strong> semplicemente&#8230; <strong>brilli</strong>.<br />
Ma andiamo con ordine. Gli automobilisti di domani potrebbero ottenere il <strong>&#8220;foglio rosa&#8221; già a 17 anni</strong>, ammesso che abbiano conseguito il patentino per un &#8220;due ruote&#8221;. Successivamente il &#8220;giovane automobilista&#8221; dovrà però tenere tutti e due gli occhi ben aperti che tradotto sarebbe: guidare con intelligenza. Nei primi tre anni dal conseguimento della patente ed in caso di sospensione, quest&#8217;ultima subirà un allungamento &#8220;dei tempi&#8221; di un terzo e del 50% dal secondo reato in poi.</p>
<p><strong>Alcol alla guida</strong>Guerra anche all&#8217;alcol e tolleranza zero per chi siederà al volante dopo aver bevuto qualsiasi tipo di alcolico&#8230; 0,1 all&#8217;etilometro? E&#8217; illegale! Stesso discorso, ma indipendente dai &#8220;tre anni&#8221; dal conseguimento del permesso di guida, per tutti coloro che utilizzino l&#8217;automobile come attività professionale. Infine, spazio anche al &#8220;narco test&#8221;. Grazie a questo sistema, simile a quello utilizzato per valutare il tasso alcolico, le Forze dell&#8217;Ordine potranno verificare l&#8217;uso di sostanze stupefacenti direttamente in strada.</p>
<p> <strong>Limiti di velocità e infrazioni al codice</strong>Più generiche le nuove norme in tema di limiti di velocità. Nonostante il parere negativo dell&#8217;Associazione Amici della Polizia Stradale si potrà viaggiare su alcuni tratti autostradali fino a 150 Km/h (solo su quelli dotati del sistema Tutor). Un eccesso? Vedremo, sta di fatto che le sanzioni per chi trasgredisce alle regole si sono decisamente fatte più salate: chi supera i limiti di oltre 40 Km/h pagherà 2.000 Euro (erano 500) mentre chi va oltre i 60 Km/h verserà 3.119 Euro (erano 779).<br />
Ammorbidite invece le regole per la perdita dei punti, poi le vedremo con più attenzione quando il testo si tradurrà in Legge, ma un buon esempio ce lo offre il <strong>superamento dei limiti di velocità</strong>: l&#8217;essere pizzicati oltre i 40 Km/h rispetto al consentito farà perdere 5 punti e non 10 come attualmente previsto. Di contro saranno inaspriti i metodi di recupero punti. Inoltre, <strong>con tre infrazioni gravi da 5 punti si dovrà risostenere obbligatoriamente l&#8217;esame teorico</strong> e la visita medica, esattamente come accade per chi oggi perde 20 punti.</p>
<p> <strong>Targhe, ciclisti, multe a rate, animali</strong>Tra le altre &#8220;new entry&#8221; da segnalare l&#8217;introduzione (non è la prima volta che ci si prova) della targa personale legata al proprietario e non al veicolo; l&#8217;equiparazione dei ciclisti agli automobilisti in fatto di rispetto del Codice della Strada; la possibilità concessa a chi dichiara bassi redditi di pagare le multe a rate (per gli importi di almeno 400 Euro) e le sanzioni più severe per chiunque investa un animale senza far intervenire il soccorso veterinario. Queste le novità più interessanti, non ci resta quindi che attendere l&#8217;approvazione del testo in via definitiva per snocciolare nel dettaglio tutti i punti ai quali dovremo abituarci e per provare a capire se queste misure possano davvero aumentare il livello di sicurezza sulle strade.</p>
<p> fonte:auto yahoo</p>
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		<title>Nuova Mercedes SLK pronta per Parigi</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 16:29:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Salone di parigi 2010 vedrà il debutto della nuova Mercedes SLK, giunta alla terza generazione. Per tenere testa a BMW Z4, Audi TT e Porsche Boxter si ispirerà nel look alla sorella maggiore Mercedes SLS ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/07/s1_big.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-567" title="s(1)_big" src="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/07/s1_big-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" /></a>Nuova </strong><strong>Mercedes</strong> <strong>SLK</strong> <strong>pronta per Parigi</strong>: ultime foto spia per la terza generazione della Mercedes SLK, antesignana delle spider con tetto rigido retrattile in arrivo quest&#8217;autunno al Salone di Parigi 2010. L&#8217;abbiamo già vista <strong>sotto la neve</strong>, poi <strong>ferma ad un rifornimento</strong> alla pompa di benzina e lo scorso mese <strong>su strada</strong>. Negli ultimi scatti visti qualche settimana la SLK nella versione prevista per il 2011 è messa in parallelo con una sua sorellina della generazione attuale. Oggi la vediamo di nuovo in fase di test stradale, coperta solo da qualche &#8220;cerotto&#8221; di nastro adesivo nero.<br />
Concentrando l&#8217;attenzione sull&#8217;anteriore si capisce subito che il look è chiaramente  ispirato alla <strong>Mercedes SLS AMG</strong>. Per il resto SLK 2012 sembra abbandonare le curve morbide del modello attuale per adottare i nuovi canoni stilistici Mercedes leggermente più aggressivi: ha spigoli vivi e forme squadrate, oltre alle luci diurne a LED situate dove abitualmente troviamo i fari fendinebbia. Le dimensioni, in controtendenza con le concorrenti, non dovrebbero lievitare troppo: la nuova SLK dovrebbe essere lunga quanto il modello attuale, sfoggiando però fianchi più muscolosi e un parabrezza più basso. Addio immagina da &#8220;spider per il gentil sesso&#8221;, insomma.</p>
<p>La concorrenza del resto si sta adeguando: la seconda generazione della <strong>BMW Z4</strong> ha abbandonato il nostalgico tettuccio in tela in favore di una soluzione analoga a quella della SLK, mentre l&#8217;<strong>Audi TT Roadster </strong>rimane fedele alla capote in tela. Presto saremo in grado di mostrarvi le prime immagini della nuova Mercede SLK senza veli.</p>
<p>fonte:infomotori</p>
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		<title>Renault DeZir la coupé elettrica che insegna lo stile</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 08:31:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al salone di Parigi la Renault esporrà una concept car sportiva, anticipazione della nuova tendenza stilistica della Marca. Motore a batterie con potenza di 150 Cv e autonomia di 160 km ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/07/renault-dezir-ape.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-562" title="renault-dezir-ape" src="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/07/renault-dezir-ape.jpg" alt="" width="280" height="190" /></a>Ora che <strong>l’elettricità</strong>sta entrando di gran carriera negli uffici di progettazione delle case automobilistiche, ecco che a fare la <strong>differenza</strong> sono i centri stile e i designers con creazioni spesso molto sportive. Il prossimo <strong>salone di Parigi,</strong> a inizio autunno, ne sarà la <strong>vetrina</strong> più completa e affascinante. Intanto cominciano le anteprime. </p>
<div>Ecco allora che <strong>Renault</strong> svela la propria: la <strong>concept-car elettrica</strong> <strong>DeZir</strong>, che rappresenta l’impegno della Regie per un <strong>design  più emozionale</strong>, per una passione automobilistica espressa da linee sensuali e una tinta rosso vivo. Il <strong>frontale della De Zir</strong>, per esempio, prefigura la <strong>nuova identità</strong> del frontale Renualt che si svilupperà su tutti i modelli della marca.</div>
<div> </div>
<div>DeZir ha la forma di una <strong>coupé due posti</strong>, scolpita però in modo molto lineare. Le sue <strong>forme</strong> accentuano i passaruota, che ospitano cerchi da 21 pollici, dal design ispirato al movimento. Le <strong>fiancate</strong> alternano forme piene ed incavate, giocando sui contrasti di luce. </div>
<div> </div>
<div>Il <strong>motore elettrico</strong> che alimenta De Zir è situato in posizione <strong>centrale posteriore</strong>, per garantire un equilibrio ideale delle masse. La <strong>batteria agli ioni di litio</strong>, di una capacità di 24 kWh, è installata in posizione <strong>verticale</strong>, dietro la <strong>panchetta posteriore</strong>, e consente <strong>un’autonomia di 160 km. </strong></div>
<div> </div>
<div>Il <strong>raffreddamento</strong> della <strong>batteria</strong> avviene grazie al <strong>flusso d’aria</strong>, che scorre dalla parte anteriore verso il posteriore, ma soprattutto attraverso le <strong>prese d’aria laterali</strong>, situate dietro i pannelli in alluminio sulle fiancate dell’auto.</div>
<div> </div>
<div>La <strong>base del motore</strong> è identica a quella delle Renault elettriche di serie, con <strong>un’evoluzione</strong> che consente di erogare una <strong>potenza</strong> di <strong>110 kW (150 cv) ed una coppia di 226 Nm</strong>.</div>
<div> </div>
<div>Sono disponibili tre modalità di ricarica: <strong>modalità standard</strong>, con una presa domestica standard (ricarica completa in 8 ore); <strong>mdalità</strong> <strong>rapida</strong>, con una presa di corrente trifase 400 V (ricarica di 80% della batteria in 20 minuti); <strong>sostituzione della batteria</strong>, grazie alla tecnologia Quick Drop di Renault.</div>
<div> </div>
<div>Per <strong>migliorare</strong> <strong>l’autonomia</strong> e le <strong>performance</strong>, le équipe tecniche del Design Renault hanno lavorato <strong>sull’alleggerimento</strong> dell’auto. Infatti, la <strong>scocca di DeZir</strong> è in <strong>Kevlar</strong>, mentre il <strong>telaio tubolare</strong>, in <strong>acciaio</strong>, è dello stesso tipo di quello di <strong>Mégane Trophy</strong>. DeZir dispone anche degli elementi delle <strong>sospensioni di Mégane Trophy</strong> – doppi triangoli – per una precisione di guida di alto livello. </div>
<div> </div>
<div>Gli <strong>elementi stilistici</strong> della De Zir esprimono <strong>tecnicità e leggerezza</strong>, attributi naturali dell’auto elettrica. L’intenzione degli stilisti <strong>Renault</strong> è, appunto, quella di dare alla <strong>De Zir</strong> una  estrema leggerezza per consentire di <strong>incanalare</strong> il flusso d’aria <strong>dalla parte</strong> <strong>anteriore verso la coda</strong> con l’obiettivo di <strong>raffreddare la batteria</strong>.</div>
<div>fonte: virgilio motori</div>
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		<title>Range Rover Evoque</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 09:41:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La più compatta, leggera ed efficiente Range Rover mai realizzata, nasce dal prototipo LRX, è stata presentata ieri e sarà sul mercato nell'estate del 2011]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/07/rr_hero00_big.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-559" title="rr_hero00]_big" src="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/07/rr_hero00_big-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" /></a>Range Rover Evoque </strong>è stata <strong>presentata</strong> ieri sera in un esclusivo party presso l’Orangery di Kensington Palace. Il nuovo SUV compatto di<strong> Land Rover </strong>è sviluppato fedelmente sul concept vehicle <strong>LRX</strong> ed è la vettura più compatta, leggera ed efficiente mai realizzata dalla marca.</p>
<p>Range Rover Evoque completerà la gamma affiancando <strong>Range Rover</strong> e <strong>Range Rover Sport</strong> a partire dall&#8217;estate del 2011 e i clienti potranno sceglierla in versione 4&#215;4 o 4&#215;2.<br />
Il Compact Vehicle Land Rover presenterà un valore di emissioni di CO2 inferiori a 130 g/km e probabilmente nel 2013 avrà anche una versione ibrida, scelte inusuali queste per la marca inglese, ma si tratta di una risposta doverosa all&#8217;esigenza di proporre una vettura con prezzo d&#8217;attacco particolarmente aggressivo e alla necessità di avere in gamma una versione dalle ridottissime emissioni nocive per potersi così confrontare con rivali particolarmente temibili come<strong> BMW X1</strong>, <strong>Audi Q3</strong>, <strong>Volkswagen Tiguan</strong> e <strong>Nissan Qashqai. </strong></p>
<p>La nuova crossover compatta è innovativa anche nel look nato dall&#8217;estro e dalla penna di Gerry McGovern ed, infatti, rappresenta una decisa evoluzione del design Range Rover, e offrirà ai propri clienti un lussuoso SUV desiderabile, prestigioso e compatto come una berlina.<br />
<strong>Range Rover Evoque</strong>, che sarà presentata al grande pubblico in occasione del prossimo <strong>Salone di Parigi</strong>, sarà un&#8217;auto globale, commercializzata in ben 160 paesi e costituisce un passo importante per la continuità del successo e per la crescita della Range Rover family proprio in occasione del suo quarantesimo compleanno .</p>
<p>fonte:infomotori</p>
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		<title>Ecco Bubble, la copia della Smart</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 10:47:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ci sono voluti tre anni di battaglie e discussioni, ma alla fine la vetturetta &#8220;low cost&#8221; importata dalla Cina da Martin Motors sarà commercializzata. Si chiama Bubble e gli appassionati ricorderanno senz&#8217;altro le vicissitudini che ne fecero slittare il debutto. Era il 2007 quando l&#8217;importatore di autovetture cinesi portò la propria proposta formato citycar in quel di Bologna in occasione del Motorshow. Una scelta non gradita al Gruppo Daimler che accusò l&#8217;automobilina cinese di essere smaccatamente la copia della ben più talentuosa Smart. Gli addetti ai lavori ricordano bene quelle ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/07/4259889586-bubble-copia-smart.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-551" title="4259889586-bubble-copia-smart" src="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/07/4259889586-bubble-copia-smart-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" /></a>Ci sono voluti tre anni di battaglie e discussioni, ma alla fine la vetturetta <a rel="nofollow" href="http://it.cars.yahoo.com/18062010/297/auto-low-cost-vendite-boom-in-italia-0.html" target="new">&#8220;low cost&#8221;</a> importata dalla Cina da Martin Motors sarà commercializzata. <strong>Si chiama Bubble</strong> e gli appassionati ricorderanno senz&#8217;altro le vicissitudini che ne fecero slittare il debutto. Era il 2007 quando l&#8217;importatore di autovetture cinesi portò la propria proposta formato citycar in quel di Bologna in occasione del Motorshow. Una scelta non gradita al Gruppo Daimler che accusò l&#8217;automobilina cinese di essere smaccatamente la copia della ben più talentuosa Smart. Gli addetti ai lavori ricordano bene quelle ore quando la Bubble fu presentata ad un perplesso gruppo di giornalisti al di fuori dell&#8217;area fieristica bolognese in un piazzale antistante. Ovvio che la diatriba non si concluse con quell&#8217;episodio. Le accuse alla Bubble continuarono e la stampa dette più spazio all&#8217;inconsueta &#8220;presentazione&#8221; piuttosto che alle reali caratteristiche della vettura.</p>
<p> Oggi cinesi e tedeschi sembrano aver raggiunto un accordo e la copia &#8220;bruttina&#8221; della Smart può finalmente &#8220;metter ruota&#8221; in concessionaria. Si aggiunge così un altro tassello al segmento delle vetture a basso costo anche se gli 11.000 Euro che si dovrebbero sborsare per la neonata (di tre anni!) cinese non hanno proprio le sembianze del prezzo di saldo! Esteticamente l&#8217;unica certezza è il look simile a quello di una Smart anche se la Bubble ospita, almeno sulla carta, fino a quattro passeggeri. Il motore è invece di derivazione giapponese, preso, riveduto e corretto dalle linee di produzione Suzuki: benzina da 1.100 cc di cilindrata, 67 Cv, trazione anteriore ed in regola con la normativa Euro 5.</p>
<p> Per avere qualche notizia e dettaglio in più dovremo però attendere la presentazione ufficiale che avverrà, questa volta in grande stile, il prossimo 8 luglio addirittura sulla pista dell&#8217;autodromo di Monza. E la concorrenza? C&#8217;è davvero? Di fatto la nuova arrivata andrà a competere in un segmento ancora in evoluzione nel quale si stanno affacciando sempre più marchi.</p>
<p>Ci viene in mente ad esempio la giovane ed italiana DR1, ma anche la più &#8220;esperta&#8221; Tata che arriverà con la Nano. Anch&#8217;essa è ormai prossima al debutto fuori dai confini asiatici e nonostante i primo imbarazzi cone qualche unità a &#8220;rischio incendio&#8221; ha dalla propria parte di essere una &#8220;low cost&#8221; autentica a prezzi decisamente inferiori a quelli dell&#8217;alternativa cinese&#8230; Ma risparmiare dovrebbe quindi far rima con design discutibile e qualità di scarso livello? La risposta è no, soprattutto se guardiamo agli utlimi modelli sfornati in Casa Dacia che del &#8220;low cost affidabile&#8221; ha fatto fin da subito la propria bandiera&#8230; non ci resta quindi che attendere &#8220;la carica delle Orientali&#8221; e vedere come risponderà il mercato.</p>
<p>fonte:auto-yahoo</p>
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		<title>Skoda Fabia RS: scatta come un serpente</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 09:15:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell’epoca del dowsizing, dove tutto è concentrato ed efficiente, Skoda propone una sportiva di piccola cilindrata tutto pepe, scattante e sempre pronta a mordere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/06/skoda_fabia_rs_s_prova_headerphoto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-548" title="skoda_fabia_rs_s_prova_headerphoto" src="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/06/skoda_fabia_rs_s_prova_headerphoto-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></a>Il <strong>look è ben equilibrato,</strong> con numerosi <strong>richiami racing</strong> mai troppo invasivi. Certo… solo se si opta per colori sobri, altrimenti è facile essere avvistati come un pompiere nella nebbia. <strong>Cerchi in lega da 17 pollici</strong>, mascherina a nido d’ape come si conviene alle vere sportive spoiler e <strong>due terminali di scarico</strong> sono gli aspetti estetici che la rendono riconoscibile dal modello “base”. Unico neo la linea complessiva un po’ anonima, facilmente identificabile con la giapponesina di turno.</p>
<p><em>SU STRADA</em><br />
I numeri sono davvero interessanti: <strong>1.400 cm<sup>3</sup> </strong>di cilindrata, <strong>turbo più volumetrico, 180 CV, 250 Nm</strong> disponibili già a 2500 giri (ricordiamo che stiamo parlando di un benzina) e tanta esuberanza da mettere nello specchietto anche un 3000. La velocità massima è di <strong>224 km/h </strong>mentre lo <strong>0-100 si ferma a 7,4 secondi</strong>. Direche è entusiasmante è riduttivo: la sensazione è di pilotare un kart, con il <strong>cambio DSG a 7 rapport</strong>i velocissimo che può essere utilizzato sia in modalità automatica sia sequenziale. L’inserimento in curva è preciso e, grazie all’introduzione dell’XDS (il <strong>blocco elettronico del differenziale</strong> ), motricità e dinamicità raggiungono limiti molto alti soprattutto nel misto stretto. L&#8217;incremento di efficienza e potenza si è accompagnato a una riduzione dei consumi: la percorrenza media dichiarata è <strong>16,2 km/litro</strong>, anche se noi non abbiamo superato i 14. Comunque un buon risultato, visti potenza e prestazioni.</p>
<p><em>MERCATO</em><br />
Il prezzo chiavi in mano è di <strong>20.700 euro</strong>, per un&#8217;auto razionale e ben rifinita con un motore brillante e il cambio a doppia frizione DSG a 7 rapporti. La cifra rimane pressoché invariata anche attingendo alla lista degli optional, dato che la <strong>dotazione di serie</strong> è <strong>molto completa</strong>. Qualche problema di valutazione dell&#8217;usato, però, a causa dei pregiudizi tutti italiani sul marchio. In più la versione RS è di nicchia.</p>
<p>fonte:auto-news</p>
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		<title>Mazda Ecorace: trucchi vincenti per risparmiare carburante</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 15:41:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Otto Mazda 3 a caccia dei consumi più bassi. Ecco le strategie per godersi una auto vera con un diesel da 150 Cv, ma giocando di astuzia e dribblando al massimo i benzinai]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/06/mazda-3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-545" title="mazda-3" src="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/06/mazda-3.jpg" alt="" width="280" height="190" /></a>Quaranta tra giornalisti e uomini di marketing, <strong>8 esemplari</strong> della nuova <strong>Mazda 3</strong> con motorizzazione <strong>2.200 turbodiesel</strong> da <strong>150 Cv</strong> e cambio meccanico a 6 marce, ma ciascuna con <strong>solo 6 litri di gasolio nel serbatoio</strong> e <strong>70 chilometri</strong> da coprire tra le <strong>curve assurde</strong> di un <strong>kartodromo</strong>, in una gara comunque di velocità. Insomma, le <strong>condizioni estreme</strong> dove conta la <strong>guida intelligente</strong> e che hanno messo tutti a ragionare di CO2 e <strong>bassi consumi</strong>: auto verdi e ottimizzate sono inutili senza altrettanta <strong>furbizia</strong> da parte di chi le guida. Questione di <strong>trucchi</strong>, questo è chiaro.</p>
<p>La <strong>nostra sfida</strong> al serbatoio decidiamo di proseguirla su <strong>strada</strong> e con una <strong>Mazda 3 full optional</strong>, come chiunque utilizza una vettura e non vuole rinunciare a nulla, ma imparando a guadagnare qualcosa anche senza costringersi a convivere con una utilitaria. Il <strong>cambio precisissimo</strong> e lo <strong>sterzo diretto</strong> sono una <strong>tentazione</strong>: proprio <strong>dosarli</strong> è la <strong>prima mossa</strong>. Bisognerebbe inchiodare sul cruscotto la massima che per risparmiare carburante è <strong>necessario cambiare</strong> marcia <strong>non oltre i 2.000 giri</strong>, che con una diesel moderna come questa Mazda 3 significa poter scendere anche a 1.800. In questo modo <strong>si risparmia un 10%</strong> secco di gasolio <strong>ad ogni passaggio di marcia</strong>. Meno evidente forse è la <strong>formula della partenza ideale</strong>, diversa da come ce la immaginavamo: meglio tenere <strong>giù il pedale del gas</strong> fino ad un <strong>numero di giri più alto</strong> e poi passare direttamente ad un <strong>rapporto elevato</strong>, sfruttando la spinta per poi proseguire ad <strong>andatura costante</strong>. Una cambiata in più alle <strong>marce intermedie</strong>, in questo caso, produce <strong>maggiori consumi</strong>.</p>
<p>Uno <strong>stile di guida</strong> può cambiare anche perdendo piccole <strong>pessime abitudini</strong>. In prossimità dei <strong>semafori rossi</strong> è più inutile <strong>decelerare fin da lontano</strong>. Lo <strong>stop-and-go</strong> cittadino è una delle principali cause del <strong>consumo di carburante</strong>, tanto che è praticamente obbligatorio <strong>spegnere il motore</strong> in caso di sosta prolungata: in un tragitto cittadino <strong>si tagliano i consumi anche del 30%</strong>. In <strong>autostrada</strong>, alla nostra <strong>Mazda 3</strong> basta tenere la <strong>sesta marcia</strong> a non più di <strong>2.000 giri</strong> per viaggiare a <strong>velocità da Codice</strong>, ma il nostro obbiettivo era chiaramente quello di una <strong>andatura regolare</strong>, senza strappi: alleggerire il gas in discesa e mantenere la giusta distanza di sicurezza aiuta in modo incredibile.</p>
<p>Questa Mazda 3 è una <strong>vettura nuova</strong> ed è bastato seguire i <strong>consigli degli istruttori</strong>, cioè una <strong>guida sempre fluida</strong> nei movimenti dello sterzo, soprattutto in curva, dove si risparmia costantemente carburante impostando le traiettorie <strong>dolcemente</strong> senza dover ricorrere a correzioni e colpi di freno. Per le auto che hanno <strong>qualche chilometro in più</strong> sulle spalle, il libro dei <strong>trucchi &#8220;salva carburante&#8221;</strong> ha anche il grande capitolo <strong>manutenzione</strong>. La <strong>pressione</strong> e lo stato di <strong>usura delle gomme</strong>, ma anche la loro <strong>convergenza</strong> aiutano a ridurre l’attrito, mentre la <strong>cura del propulsore</strong> è una vera miniera d’oro. Un <strong>filtro dell’aria otturato</strong> aumenta il consumo del <strong>10-15%</strong>, mentre <strong>candele imbrattate</strong> e <strong>olio lubrificante</strong> troppo vecchio fanno <strong>danni</strong> e costi perfino maggiori.</p>
<p>fonte:virgilio motori</p>
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		<title>Porsche Panamera: efficienza prima di tutto</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 15:32:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal prossimo agosto i modelli con motore 8 cilindri consumeranno meno e avranno emissioni ridotte grazie al nuovo sistema di recupero di energia in frenata e a pneumatici che riducono la resistenza al rotolamento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/06/Porsche_Panamera_new_s_headerphoto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-541" title="Porsche_Panamera_new_s_headerphoto" src="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/06/Porsche_Panamera_new_s_headerphoto-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></a>Porsche</strong> ha comunicato che dal prossimo agosto i modelli con motore 8 cilindri della <strong>Panamera</strong> offriranno, oltre a nuovi allestimenti, un livello di efficienza più elevato per quanto riguarda i consumi, in particolare saranno di serie il nuovo sistema di recupero di energia in frenata e pneumatici da 19 pollici all season che riducono la resistenza al rotolamento: accorgimenti che per la <strong>Panamera Turbo</strong> con motore da 500 cavalli porterà a consumi di soli 11,3 litri/100 km invece che 12,2 litri, con una riduzione di emissioni di CO2 di 21 g/km. La <strong>Panamera S</strong> e la <strong>Panamera 4S</strong> consumano rispettivamente 10,3 l/km e 10,6 l/km con emissioni diminuite di 11 g/km. Valori indubbiamente interessante visto che stiamo parlando di Porsche.</p>
<p>Questo aumento di efficienza è dovuto principalmente al sistema di <strong>recupero di energia in frenata</strong> che consente di ricaricare la batteria: accelerando il campo di corrente nell’alternatore si riduce minimizzando la combustione all’interno del motore al quale è richiesta una minor energia per ricaricare la batteria, energia che invece è utilizzata per <strong>migliorare l’accelerazione. </strong>Questi accorgimenti portano a un risparmio di carburante di 0,7 litri per 100 km mentre i nuovi pneumatici riducono i consumi di ulteriori 0,2 litri su tutti i modelli della gamma Panamera. Ottimizzata anche <strong>la funzione Auto Start Stop</strong> che permette partenze più immediate e veloci dopo l’arresto del motore nelle soste. Tra le altre novità per le Panamera V8 c’è il sistema <strong>Porsche Torque Vectoring Plus </strong>(PTV Plus) ora disponibile in optional insieme al <strong>Porsche Dynamic Chassis Control </strong>(PDCC) e al differenziale posteriore autobloccante, dispositivi che migliorano le doti di guida e manovrabilità.</p>
<p>Infine nuova anche <strong>la gamma dei colori</strong>, inediti allestimenti in pelle e un nuovo volante a tre razze sportivo per i modelli dotati del cambio PDK a doppia frizione. Aggiornato anche il navigatore satellitare che ora offre una <strong>presentazione tridimensionale delle mappe</strong> che può essere abbinata anche ad immagini dal satellite per rendere ancora più realistica la visione del percorso. Disponibili anche le informazioni sullo stato del traffico e l’indicazione dei limiti di velocità per le strade principali nei pressi delle città. C’è anche il sistema di limitazione della velocità.</p>
<p>fonte:auto-news</p>
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		<title>Auto Low Cost: vendite boom in Italia</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jun 2010 09:19:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Europa ed Italia non si nascondono. L&#8217;amore per il &#8220;low cost&#8221; non si è affievolito e la recente crisi mondiale non ha fatto altro che radicarne la diffusione che ormai spazia in quasi tutti i settori commerciali. I più apprezzati restano i soliti: linee aeree, arredamento ed ovviamente&#8230; l&#8217;automobile! Numeri che confermano come il fenomeno del &#8220;prezzo più basso&#8221; non abbia assolutamente passato la mano. Il 29% dei cittadini del Vecchio Continente sarebbero disposti ad acquistare un&#8217;automobile &#8220;low cost&#8221;, percentuale molto vicina a quella degli automobilisti italiani, i quali non ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/06/2535805421-auto-low-cost-vendite-boom-in-italia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-538" title="2535805421-auto-low-cost-vendite-boom-in-italia" src="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/06/2535805421-auto-low-cost-vendite-boom-in-italia-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" /></a>Europa ed Italia non si nascondono. L&#8217;amore per il &#8220;low cost&#8221; non si è affievolito e la recente crisi mondiale non ha fatto altro che radicarne la diffusione che ormai spazia in quasi tutti i settori commerciali. I più apprezzati restano i soliti: linee aeree, arredamento ed ovviamente&#8230; l&#8217;automobile! Numeri che confermano come il fenomeno del &#8220;prezzo più basso&#8221; non abbia assolutamente passato la mano. Il 29% dei cittadini del Vecchio Continente sarebbero disposti ad acquistare un&#8217;automobile &#8220;low cost&#8221;, percentuale molto vicina a quella degli automobilisti italiani, i quali non la snobberebbero nel 24% dei casi. A snocciolare questi dati è l&#8217;Osservatorio Findomestic in un convegno organizzato a Bologna dal Centro Studi Promotor.</p>
<p> Ma c&#8217;è di più. Pur di risparmiare qualche centinaio di Euro oltre la metà degli intervistati del nostro Bel Paese rinuncerebbe a tutti quegli accessori definiti &#8220;superflui&#8221; come il sistema di navigazione satellitare, il kit vivavoce o l&#8217;impianto stereo. Addio anche al fascino del &#8220;blasone&#8221; con un secco 60% disposto a declinare l&#8217;immagine ed il prestigio incarnati da particolari Marchi o modelli. Numeri che in effetti non ci sorprendono e che confermano la salute di un segmento che in Italia va a gonfie vele e che dal 2009 ad oggi ha registrato un progresso di addirittura il 150%.</p>
<p> Tra i pochi paletti irrinunciabili resistono però i concetti di affidabilità e fortunatamente sicurezza. Insomma, vada per il look non particolarmente accattivante, ma nessuno tocchi la robustezza costruttiva e ad affermarlo sono addirittura 95 intervistati su 100. Un fattore che ancora oggi viene riconosciuto nel prezzo di listino e che crea una virtuale &#8220;soglia psicologica&#8221; difficilmente valicabile da coloro che sono alle prese con l&#8217;acquisto di un&#8217;auto nuova. Secondo gli italiani, infatti, una vettura per quanto &#8220;low cost&#8221; sia non dovrebbe mai scendere al di sotto degli 8.600 Euro&#8230; una sorta di &#8220;minimo garantito&#8221;.</p>
<p> E sono proprio i prezzi delle &#8220;quattro ruote&#8221; ad aver inciso maggiormente sulla moda dell&#8217;auto a basso prezzo con un incremento reale dei listini, tra il 1998 ed il 2008, in media del 3%. Un aumento che per il 65% degli italiani è stato avvertito più rapidamente rispetto ad altri beni o servizi. Senza contare i picchi registrati dal prezzo della benzina e dei premi assicurativi, altri due aspetti che hanno contribuito a consacrare la propensione al risparmio. Il futuro che ci attende? La crisi generale e quella automobilistica in particolare sono destinate ad allentare la presa, ma emerge comunque un considerevole 19% d&#8217;italiani che non nasconde l&#8217;idea di poter abbandonare definitivamente l&#8217;utilizzo dell&#8217;automobile dando più credito ai mezzi pubblici&#8230; ma sarà vero?</p>
<p>fonte:yahoo auto</p>
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		<title>TT RS by MTM, con 408 Cv la coupé diventa esagerata</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 11:23:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo storico tuner tedesco MTM ha lavorato sul turbo della sportiva Audi e l’ha resa quel mostro che, in fondo, già è…Il tutto a un costo di 20.000 euro]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/06/audi-rs-tt-apertura.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-534" title="audi-rs-tt-apertura" src="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/06/audi-rs-tt-apertura.jpg" alt="" width="280" height="190" /></a>L’Audi TT RS</strong> che esce da Ingolstadt di <strong>Cv ne ha 340</strong>. È un’auto con una ripartizione dei pesi ed un’agilità ideali. Tanto per fare un esempio, i tecnici tedeschi hanno <strong>diminuito le dimensioni</strong> del <strong>differenziale posteriore</strong> e il giunto omocinetico è stato spostato a monte dell’albero cardanico per <strong>aumentare l’equilibrio</strong> e il <strong>feeling</strong> di guida della loro <strong>coupé a trazione integrale</strong>. E ci sono riusciti.  Anche troppo bene. Tanto che <strong>alla guida</strong>, l’accoppiata <strong>telaio</strong>-<strong>motore 2.5 turbo</strong> sembra stare sotto i limiti, prudentemente. Come se si potesse fare di più …  </p>
<p>Ecco, in <strong>MTM</strong>, <strong>tuner tedesco</strong> dall’esperienza quasi trentennale con base a Wettstetten, non molto distante dalla sede della Casa dei <strong>Quattro Anelli</strong>, deve aver pensato “esagero io, adesso!”. Non tanto con personalizzazioni estetiche, che non sono nel DNA di quest’eleboratore, quanto con <strong>iniezioni di potenza</strong>.  </p>
<p>La sua <strong>TT RS</strong> di <strong>cv</strong> ne ha <strong>408</strong>. Tutto il <strong>lavoro</strong> si è concentrato sul <strong>pacchetto turbo</strong>. Poco sul resto. Per non tradire la filosofia non spaccona, <strong>MTM</strong> propone la “<strong>sua “ Audi</strong> con gli scarichi originali, anche se volendo se ne possono ordinare di specifici. La <strong>coppia</strong> è stata portata a <strong>560 Nm</strong> contro i <strong>450 della RS</strong> originale.  </p>
<p><strong>Tanta spinta</strong>, com’è ovvio, si trova <strong>in</strong> <strong>alto, a 4800 giri</strong>, mentre quella della <strong>coupé</strong> uscita dalla fabbrica di <strong>Ingolstadt</strong> è più omogenea, presente tra i <strong>1600 e i 5300</strong> giri. Cambiano anche i <strong>numeri del cronometro</strong>: <strong>292 km/h</strong> di velocità massima (contro i <strong>250</strong>) e <strong>4.2 secondi</strong> nello 0-100 km/h (<strong>contro 4.6</strong>).  </p>
<p>Per frenare tanta esagerazione servono <strong>freni specifici</strong>. Ecco <strong>dischi</strong> maggiorati da <strong>380&#215;34 mm</strong> con pinze <strong>Brembo</strong> a <strong>8 pistoni</strong>. Com’è consueto per queste operazioni, anche la <strong>centralina</strong>, e i relativi <strong>controlli</strong> elettronici di <strong>stabilità e trazione</strong>, sono stati ritarati. I cerchi forgiati sono da <strong>20”</strong>. Il <strong>costo</strong> dell’operazione? Poco più di <strong>20 mila euro</strong>. In Germania.</p>
<p>fonte: virgilio motori</p>
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		<title>Auto elettriche: Davide contro Golia</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 15:51:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Partono insieme per conquistare il cuore (e il portafoglio) di chi ha in mente di acquistare un EV: da una parte le Case emergenti, come la Fisker e la Think, e dall’altra i brand più importanti e ben noti al pubblico. Chi vincerà?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/06/Fisker_Karma_s_headerphoto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-531" title="Fisker_Karma_s_headerphoto" src="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/06/Fisker_Karma_s_headerphoto-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></a>Una sfida è già in atto per conquistare il cuore, e il portafoglio, di chi ha intenzione di passare alle <strong>auto elettriche</strong>. Le “piccole” Case emergenti nel settore come la norvegese <strong>Think</strong> e l’americana <strong>Fisker Automotive</strong>, pensano di partire avvantaggiate perché producono unicamente vetture elettriche o ibride plug in. Nello stesso tempo brand affermati come Nissan o Daimler credono che i clienti sceglieranno le loro versioni elettriche perché realizzate da Case con <strong>decenni di esperienza</strong>.</p>
<p><strong>Automotive News Europe</strong> ha voluto approfondire questo tema fornendo un’analisi molto interessante per capire dove si rivolgeranno i clienti pronti a scegliere i veicoli a zero emissioni. Trevor Mann, Vice Presidente Senior della produzione di Nissan Europe, sostiene che la maggior parte degli acquirenti vogliono poter contare <strong>su un marchio noto</strong>, che abbia un affermato passato tecnologico e ingegneristico pronto a essere travasato nel settore dell’elettrico. Herbert Kohler, a capo dell’ufficio ambiente di Daimler, si è detto sicuro che gli automobilisti si rivolgeranno a Mercedes per l’acquisto di un EV e non ad altri brand poco conosciuti perché non si sa se queste nuove aziende continueranno ad esistere anche in futuro.</p>
<p>Dall’altra parte della barricata <strong>Henrik Fisker</strong>, CEO di Fisker Automotive, non pensa assolutamente che la sua azienda parta svantaggiata nel competere con i giganti dell’auto. Secondo lui i clienti che si rivolgono alla Fisker vengono da BMW, Mercedes, Lexus, Jaguar, Audi e Porsche ma vogliono identificarsi con <strong>un brand che sia amico dell’ambiente</strong> e che rappresenti qualcosa di nuovo e più adatto al loro nuovo stile di vita. Fisker e Think lavorano entrambi in collaborazione con il produttore finlandese Valmet Automotive che ha già iniziato a produrre la <strong>Think City</strong> elettrica dallo scorso dicembre, disponibile su mercati come Norvegia, Austria, Spagna e Olanda. La produzione negli USA è prevista per l’inizio del 2011 mentre la <strong>Karma ibrida</strong> verrà prodotta in Finlandia alla fine di quest’anno.</p>
<p>Ma mentre i manager discutono su quale brand sarà il più gettonato per l’elettrico un recente studio ha mostrato che i clienti attratti dagli EV hanno già delle preferenze: secondo la Deloitte Consulting il 17 per cento preferirebbe un veicolo elettrico della<strong> Toyota</strong>, il 15 per cento della <strong>Honda</strong> e il 12 per cento della <strong>Ford</strong>. Il brand <strong>Chevrolet</strong> di General Motors è quarto con l’8 per cento delle preferenze e Nissan è al nono posto con il 4 per cento. <strong>Tesla</strong>, di cui circola già in Europa e negli USA una versione elettrica ad alte prestazioni, ha il 2 per cento preferenze. I prossimi anni saranno decisivi per capire l’andamento del <strong>mercato a zero emissioni </strong>che pone già problematiche per le quali è necessario trovare soluzioni adeguate.</p>
<p>fonte:auto-news</p>
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		<title>Assicurazioni, in Italia le più care d&#8217;Europa</title>
		<link>http://www.autobii.it/?p=527</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 14:33:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[assicurazioni]]></category>
		<category><![CDATA[costi assicurazioni auto]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ISVAP (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private e di Interesse Collettivo) ha recentemente diramato le considerazioni finali sullo stato del mercato assicurativo del 2009 e come era presumibile attendersi è arrivata una pioggia di cattive notizie.
 Nulla di nuovo sotto il cielo degli automobilisti che ogni giorno si confrontano con il costante &#8220;caro assicurazioni&#8221;, ma in questo caso i numeri forniti dall&#8217;ISVAP consentono una doppia lettura. Non solo dati e percentuali sui rincari delle polizze RC auto, ma anche un piccolo confronto con i &#8220;colleghi&#8221; europei, ma andiamo con ordine.
 Partiamo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/06/2800030909-assicurazioni-in-italia-care-d-europa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-528" title="2800030909-assicurazioni-in-italia-care-d-europa" src="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/06/2800030909-assicurazioni-in-italia-care-d-europa-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" /></a>L&#8217;ISVAP (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private e di Interesse Collettivo) ha recentemente diramato le considerazioni finali sullo stato del mercato assicurativo del 2009 e come era presumibile attendersi è arrivata una pioggia di cattive notizie.</p>
<p> Nulla di nuovo sotto il cielo degli automobilisti che ogni giorno si confrontano con il costante &#8220;caro assicurazioni&#8221;, ma in questo caso i numeri forniti dall&#8217;ISVAP consentono una doppia lettura. Non solo dati e percentuali sui rincari delle polizze RC auto, ma anche un piccolo confronto con i &#8220;colleghi&#8221; europei, ma andiamo con ordine.</p>
<p> Partiamo quindi con i classici &#8220;ritocchi&#8221;: solo nell&#8217;ultimo anno le tariffe medie hanno registrato aumenti a due cifre, tra il 10% e 15%. Le Regioni italiane che pagano maggiormente queste variazioni sono quelle meridionali con &#8220;premi annuali&#8221; che per i giovani neopatentati del Sud sfiorano, ma a volte superano anche, i 7.000 Euro. Cifre da capogiro che, come afferma la relazione conclusiva del Presidente ISVAP Giancarlo Giannini, alimentano fenomeni inediti di criminalità. Cresce infatti l&#8217;evasione assicurativa, automobilisti che non &#8220;coprono&#8221; in alcun modo il proprio mezzo; aumenta il numero di certificati contraffatti e, fenomeno ancor più preoccupante, nascono le prime Compagnie assicurative &#8220;fantasma&#8221; alle quali si pagano tariffe esigue, ma che di fatto non garantiscono alcuna garanzia!</p>
<p> E all&#8217;Estero le cose come vanno? Ovviamente meglio. Raramente è stato effettuato un confronto con le compagnie oltre confine e quel che ne esce è un panorama desolante, almeno per noi italiani. Prendendo in esame una valutazione media di 407 Euro annuali il confronto con gli altri Stati Europei non ha storia. La più &#8220;cara&#8221; è la Spagna con 229 Euro, seguita dalla Germania con 222 Euro&#8230; prezzi di saldo invece per i &#8220;cugini d&#8217;Oltralpe&#8221; con gli appena 179 Euro richiesti dal mercato francese.</p>
<p> Non solo quindi l&#8217;Italia risulta penalizzata rispetto agli altri Paesi, ma è anche la nazione dove le tariffe &#8220;corrono&#8221; di più con una crescita del 17,9% (periodo 2002-2009) a fronte di un incremento dell&#8217;Unione di uno scarso 7,1%.</p>
<p> Dall&#8217;altra sponda è subito giunta la replica dell&#8217;ANIA (Associazione Nazionale delle Imprese Assicuratrici) che giustifica l&#8217;attuale listino attribuendone la responsabilità ai &#8220;costi sostenuti dalle Compagnie italiane, i più alti d&#8217;Europa&#8221;. Inoltre, l&#8217;Associazione afferma che il tasso d&#8217;incidenti e feriti francesi (tanto per fare un esempio) è ben inferiore a quello italiano: la media annua di sinistri sarebbe infatti minore del 4,4% ed i feriti &#8220;solo&#8221; 200.000, pari ad un quinto di quelli registrati in Italia. Dati che se il nostro Paese fosse in grado di replicare consentirebbero un crollo del 60% dei costi dell&#8217;RC auto&#8230;</p>
<p> Ma ci sarebbe &#8220;un però&#8221;&#8230; i dati sul tasso d&#8217;incidentalità italiani non subiscono incrementi annuali del 10 o 15%, mentre i premi assicurativi sì! E pensare che con l&#8217;avvento delle &#8220;polizze online&#8221; e con una normativa semplificata era auspicabile un maggior controllo delle tariffe RC auto&#8230; perché non è accaduto? Forse una risposta arriverà a conclusione dell&#8217;indagine conoscitiva aperta di recente dall&#8217;Antitrust.</p>
<p> fonte:yahoo auto</p>
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		<title>Alfa Giulia Alfa Giulietta</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 11:12:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dalla piattaforma della compatta a due volumi Alfa Romeo Giulietta nascerà l'Alfa Romeo Giulia, destinata a rinverdire i fasti delle berline sportive della casa di Arese ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/06/alfagiuliagiulietta_big.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-525" title="alfagiuliagiulietta_big" src="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/06/alfagiuliagiulietta_big-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" /></a>Alfa Giulia Alfa Giulietta</strong>: regina del <strong>Salone di Ginevra 2010</strong>, l&#8217;Alfa Romeo Giulietta è pronta a contendere clienti alle medie due volumi premium <strong>Audi A3</strong> e <strong>BMW Serie 1</strong>. Ecco il nostro il <strong>nostro test drive della Giulietta</strong>, e la <strong>prova in pista della Giulietta Quadrifoglio Verde</strong>. Si parte <strong>da 20.300 Euro</strong> per la 1.4 Turbo Benzina Progression da 120 cavalli per arrivare <strong>ai 29.000 Euro</strong> necessari per portare a casa la 1750 TBi Quadrifoglio Verde. Ecco il <strong>listino completo</strong> in PDF direttamente dalle pagine del sito ufficiale Alfa Romeo. assicura performance e tecnologia ai massimi livelli come dimostra una gamma motori che rappresenta lo stato dell’arte in termini di tecnica, prestazioni e rispetto dell’ambiente. Al lancio sono disponibili 4 motori Turbo, tutti omologati Euro5 e dotati di serie del sistema “Start&amp;Stop” per la riduzione dei consumi e delle emissioni: due benzina (1.4TB da 120 CV e 1.4TB MultiAir da 170 CV) e due diesel (1.6 JTDM da 105 CV e 2.0 JTDM da 170 CV, entrambi appartenenti alla seconda generazione dei propulsori JTDM). Infine, alla gamma si aggiunge il brillante 1750 TBi da 235 CV abbinato all’esclusivo allestimento Quadrifoglio Verde.</p>
<p>fonte:infomotori</p>
<p>Dalla piattaforma dell&#8217;Alfa Romeo Giulietta con passo debitamente allungato ed aggiunta del terzo volume, prenderà vita la berlina <strong>Alfa Romeo Giulia</strong>, punta di diamante della casa di Arese per lo sbarco in USA insieme alla futura Mito a cinque porte e a due SUV, una compatta ed una più grande e dal temepramento squisitamente sportivo. Non si tratterà di &#8220;riciclaggio&#8221;, bensì di un coscenzioso carry over tra i due modelli, con evoluzioni specifiche per portare la nuova 159-Giulia ad un livello da vera berlina Alfa Romeo. I bene informati parlano di un alleggerimento marcato rispetto al modello che sostituisce, criticato fin dal debutto proprio per la &#8220;stazza&#8221; non certo filiforme. La nuova Alfa sarà più leggera e più maneggevole, complici dimensioni esterne minori o molto simili all&#8217;attuale 159 ma con un passo maggiore per garantire una buona abitabilità.</p>
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		<title>Peugeot 207 Millesim festeggia i 200 anni del Leone</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 14:55:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[peogeot]]></category>
		<category><![CDATA[millesim 200]]></category>
		<category><![CDATA[peugeot 207]]></category>
		<category><![CDATA[peugeot festeggia 200 anni]]></category>
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		<description><![CDATA[Una serie speciale del modello Peugeot più venduto in Italia. Modifiche esterna, climatizzatore di serie, Usb di serie. Dotazione completa per la sicurezza. Prezzi da 14.675]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/06/peugeot-2075.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-522" title="peugeot-2075" src="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/06/peugeot-2075.jpg" alt="" width="280" height="190" /></a>Proseguono i <strong>festeggiamenti</strong> per i 200 anni di attività industriale della <strong>Peugeot</strong>. Stavolta la festa è importante perché la marca del Leone stappa champagne millesimato mettendo in commercio una <strong>serie speciale della 207</strong>,  la <strong>Millesim 200</strong>, il modello più venduto in Italia dalla <strong>Peugeot</strong>. </p>
<p>La  “<strong>207 Millesim 200” conferma il carattere felino dello stile</strong>, il comportamento stradale di alto livello e l’elevato contenuto <strong>tecnologico</strong> del modello. Non potrebbe essere altrimenti visto che le modifiche sono poche (anche se di valore) e le carrozzerie proposte sono quelle classiche: <strong>berline a 3-5 porte e station wagon.</strong> </p>
<p>La <strong>207 Millesim 200</strong> si connota, <strong>esternamente</strong>, per il frontale con i <strong>fari fendinebbia</strong> e la griglia anteriore cromata, per le modanature laterali in tinta carrozzeria con profilo cromato, i <strong>cerchi da <strong>15</strong> pollici  e i badge esterni celebrativi dei 200 anni. </strong> in lega</p>
<p><strong>All’interno</strong>, di serie il <strong>climatizzatore</strong> manuale e il WIP Bluetooth: radio <strong>mono CD</strong> con comandi al volante e 4 altoparlanti, <strong>kit mani</strong> <strong>libere</strong> Bluetooth e <strong>USB Box</strong> per la connessione di una chiavetta o un lettore esterno. </p>
<p><strong>Completi</strong>, come da tradizione Peugeot, gli equipaggiamenti di <strong>sicurezza</strong>: di serie <strong>ESP, ABS </strong>con <strong>ripartitore</strong> elettronico della <strong>frenata</strong> e assistenza alla frenata di emergenza, airbag conducente, passeggero, laterali e a tendina. </p>
<p>La <strong>207 Millesim 200</strong> è proposta con <strong>motorizzazioni</strong> (tutte <strong>Euro 5</strong>) <strong>benzina</strong> <strong>1.4 8V 75 Cv e 1.4 16V VTi 95 Cv</strong>; <strong>Diesel</strong> <strong>1.4 HDi FAP 70 Cv (solo berlina),1.6 8V HDi FAP 93 Cv</strong>. <strong>Prezzi</strong> di listino a <strong>partire da 14.675 euro</strong> per la <strong>berlina</strong> e da <strong>15.875 euro</strong> per la <strong>station wagon</strong>.</p>
<p>fonte: virgilio motori</p>
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		<title>Fiat 500 1.3 Multijet 16V 95 CV DPF LOUNGE</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 07:36:56 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Fiat]]></category>
		<category><![CDATA[curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[500 BERLINA FIAT]]></category>
		<category><![CDATA[FIAT 500 TURBODIESEL]]></category>
		<category><![CDATA[FIAT MULTIJET]]></category>
		<category><![CDATA[NOVITA' FIAT]]></category>

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		<description><![CDATA[Il migliore turbodiesel della sua categoria: offre prestazioni di notevole livello con consumi incredibilmente contenuti, che si traducono in costi di esercizio senz’altro competitivi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/05/Fiat-500-berlina-a-due-volumi-01_headerphoto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-519" title="Fiat-500-berlina-a-due-volumi-01_headerphoto" src="http://www.autobii.it/wp-content/uploads/2010/05/Fiat-500-berlina-a-due-volumi-01_headerphoto-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></a>In attesa dei motori Multiair a benzina di 0,9 litri da 65, 85 e 105 CV, <strong>la Fiat 500</strong> può vantare un altro nuovo motore, il<strong> 4 cilindri 1.3 Multijet turbodiesel DPF</strong>. Con una cilindrata di <strong>1.248 cm<sup>3</sup> </strong>, la potenza è di <strong>95 CV a 4.000 giri</strong> e la coppia massima di <strong>200 Nm a 1.500</strong>. Il <strong>cambio</strong> è <strong>manuale a 5 marce</strong>, lo <strong>sterz</strong>o a cremagliera con servocomando elettrico <strong>Dualdrive</strong> e i freni sono a disco autoventilante anteriormente e a tamburo dietro. Pesa 1.020 kg e la capacità del <strong>vano di carico va da 182 a 520 litri</strong>. La Fiat dichiara una <strong>velocità massima di 180 km/h</strong> con accelerazione <strong>da 0 a 100 km/h in 10,7 secondi</strong> e un consumo di <strong>3,9 litri/100 km </strong>nel ciclo combinato; risultati ottenuti con lo <strong>Start&amp;Stop</strong>, che riduce anche le emissioni di CO<sub>2</sub> a 104 g/km.</p>
<p><em>SU STRADA</em><br />
Il <strong>motore</strong> è <strong>silenzioso</strong>, non solo al minimo ma anche sui 90 orari e in autostrada a 130. <strong>Favorevole la ripresa</strong>, anche da 1.500 giri nelle marce alte, con il conseguente <strong>limitato impiego del cambio</strong>, peraltro di agevole innesto e con i settori corti. Nel quadro strumenti un <strong>indicatore</strong> suggerisce <strong>quando passare alla marcia superiore o al rapporto inferiore</strong>. L’<strong>assett</strong>o piuttosto <strong>rigido</strong>, se da un lato penalizza il comfort, dall’altro garantisce un corretto comportamento soprattutto in curva, mentre eventuali esuberanze vengono prontamente neutralizzate dall&#8217;<strong>ESP</strong> (<strong>optional a 250 euro</strong> con l’ASR, l’assistenza nelle frenate di emergenza e lo hill holder). Preciso e reattivo quanto basta lo sterzo servoassistito elettricamente e <strong>potenti</strong>, oltre che resistenti all’impiego prolungato, <strong>i freni</strong>.</p>
<p><em>IL MERCATO</em><br />
Sulla <strong>500 berlina</strong> il motore <strong>da 95 CV</strong> è proposto in abbinamento con gli allestimenti Pop, Sport e Lounge, a <strong>prezzi di 13.900, 15.750 e 15.750 euro</strong>, mentre sulla <strong>cabrio</strong> gli allestimenti sono Pop (<strong>17.400 euro</strong>), Lounge (<strong>19.250 euro</strong>) e Rock (<strong>21.450 euro</strong>). Tutte hanno di serie gli alzacristalli elettrici con chiusura centralizzata, il sistema Start&amp;Stop, gli airbag frontali “dual stage”, gli airbag laterali anteriori, gli airbag a tendina e l’airbag per le ginocchia lato guida, l’autoradio cd mp3 e la presa di corrente a 12 Volt. Tra gli optional, segnaliamo il climatizzatore a regolazione manuale (850 euro), i fari fendinebbia (180 euro), i fari bi-xeno (700 euro) e i cerchi in lega leggera da 16 pollici a 17 razze con pneumatici 195/45 R 16 (700 euro per la Pop, 250 euro per le altre versioni). <strong>L’unica vera rivale della 500 è la Ford Ka</strong>, che usa i medesimi pianale e componenti meccanici.</p>
<p>FONTE:AUTO-NEWS</p>
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